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Comunicati |
Piazza Matteotti
( gia' PIAZZA VITTORIO EMANUELE II )
Questo luogo subì nel corso del 1800 importanti trasformazioni che mutarono l'aspetto stesso dell'abitato.
L'unica via d'accesso verso Maggiora era l'attuale Via Costa, che ora porta solo sino al Campo Sportivo. La stessa quivi si incrociava, in una breve piazzetta di fronte alla Cappella della Madonna, con la strada per Cavallirio (allora Via Aranco), quella per Novara e Milano (Via Cobianchi) e quella per il S.Crocifisso e Grignasco.
Quest'ultima proseguiva, dopo l'incrocio, verso il Crocifisso, lungo le case esistenti ed il caseggiato del Marchese Rovida. Larga circa 4 metri, era in depressione e compresa tra gli edifici ed il muretto alto circa un metro che la divideva dai terreni coltivati di fronte agli stessi.
Fu oggetto di un primo allargamento di poco più di un metro nel 1849 ed infine portata all'attuale dimensione della piazza con la costruzione della nuova strada per Maggiora dopo il 1870.
Via Senato
CASA COBIANCHI
Viene a comprendere un antico quartiere di Boca ristrutturato tra il ‘600 e ‘700 dalla importante famiglia Cobianchi di Intra, che la utilizzava come residenza estiva. Fu abitata ad inizio ‘800 anche dall' Avv. Cesare Cobianchi (1811 – 1867), figlio di Vittore e di Vittoria Benelli che portò la sua residenza per molto tempo a Boca facendosi molti amici ed affezionandosi al Paese, tanto che alla sua morte lasciò un'importante rendita annuale che servisse a fornire di dote due ragazze del posto ed un contributo all'Opera Pia per i poveri di Boca. Nel 1882 il Comune gli dedicò la via principale dell'abitato e successivamente al figlio Vittore, ambasciatore del Regno, la piazza di fronte alla Chiesa parrocchiale.
CASA REZZI
Edificio ristrutturato nel 1700, si presenta con pianta da antica villa romana, gravitante con tutte le sue strutture attorno al cortile centrale.
Fu acquisita da Don Andrea Rezzi circa il 1805 dopo la sua nomina a Parroco di Boca. Proveniva da facoltosa famiglia di Crusinallo e visse tra il 1770 ed il 1848.
Fu mantenuta, se pur con qualche successiva miglioria, nel suo aspetto originario. Presenta alcune sale con pregevoli soffitti a “cassettoni” in legno ed un importante camino con cornice in lucido marmo rosso.
Simili camini si trovano anche nella Casa Parrocchiale e nella casa, una volta di proprietà comunale ed abitazione del Cappellano e Maestro di scuola, ora di proprietà Buratti in piazza S.Gaudenzio.
La mancanza di opere di manutenzione da parte dell'attuale proprietà sta purtroppo minando la stabilità di questo edificio che, se non si prevedono interventi urgenti, rischia di deteriorarsi irrimediabilmente, facendo scomparire un'opera di interesse storico in Boca.
POZZO DI VIA SENATO
Antico pozzo comunitario del quartiere di Via Senato che ha fornito per molti secoli “acqua viva“ alle genti del luogo, fu oggetto di un grave incidente, che fortunatamente ebbe esito positivo, il 30 Marzo 1896, quando la ragazza Bisetti Giulietta di Antonio, nell'attingere acqua, cadde all' interno.
Fu, dopo l'accorrere di molte persone e grande trambusto, tratta in salvo, non senza rischio, dal contadino Farinosi Giovanni, che l'Amministrazione Comunale propose al Prefetto per una ricompensa al Valor Civile.
(Giulia Bisetti sarebbe poi divenuta moglie di Del Boca Giovanni detto Giuvanin d'la Posta).
Piazza S. Gaudenzio
CHIESA PARROCCHIALE
(Piazza San Gaudenzio ed edifici circostanti )
Costruita in epoca medioevale su di uno dei rilievi sui quali sorgeva il Paese, dominava le casupole dell'abitato stesso consisteva in realtà in un piccolo oratorio con campanile esterno.
Dedicata allo Spirito Santo, come la consimile Chiesa di Maggiora, divenne Parrocchiale nel 14° secolo e subì nel corso dei secoli varie trasformazioni ed ingrandimenti sinchè nel 1682 il Parroco Don Ferrario fece modellare le navate laterali e successivamente le volte in muratura.
L'Altare in legno dorato fu sostituito nel 1786 con l'attuale in pietre pregiate. Servi', sino al 1812 da luogo di sepoltura, con camera sepolcrale sotto al pavimento della navata centrale; l'ossario era invece esterno e collocato sulla piazzetta laterale.
Tale piazza aveva pure al centro, su ampio basamento in scalini di pietra, una colonna sormontata da croce in ferro (che ora si trova al Cimitero). Era circondata da edifici tra i quali quello che conteneva i grandi torchi in legno per vino e per olio di noce, di proprietà dell' “Opera Pia”. Una descrizione del torchio si trova in un inventario diocesano ordinato dal Card. Taverna del 1615 della "Confraria di Santo Spirito di Bocha". In esso si legge:
".. un torchio da vino fornito, serrato d'intorno di muraglie et coperto à coppi, d'una verga sola col vaso comune dove si raccoglie il vino, al quale torchio tutti li particolari di detto comune sono obbligati portare il suo vino, et non ad altro torchio sotto pena... ... Nel edificio di detto torchio vi e' una mola à pietra con il suo vaso parimenti di pietra, dove si frangiono le fresi di noce per far l'olio, quale calca, et fa con detta verga di detto torchio, il suo legno incavato sotto, nel qual si mette il... et si calca detto olio... "
Altri edifici da ricordare erano: quello di proprietà comunale della “Cappellania” e sul lato opposto della strada il grande caseggiato del “Beneficio Parrocchiale”. L'ingresso principale della Chiesa comunicava poi con la piazza sottostante per mezzo di una lunga scala in muratura.. L'attuale grande scala a doppia rampa in granito fu costruita nel 1935 dal Penitenziere Don Luigi Fornaia.
La Chiesa che da oltre un secolo presentava segni di cedimento alle strutture, dovette, nel 1968 subire la demolizione delle tre navate e della facciata in pericolo di crollo. Il Sacro Edificio fu poi ricomposto con nuova facciata ed unica navata dal Parroco Don Luigi Zanetta.
PIAZZA DELLA CHIESA
(detta anche poi “ Piazza degli Incanti ” )
Fu già dall'epoca medioevale il “centro” della vita della Comunità. Nei primi anni del 1800 doveva conservare ancora il vecchio aspetto, molto differente dall'attuale.
Più stretta, ingombrata da un'unica lunga scala di accesso alla chiesa, che a sua volta aveva al fianco sinistro il grosso edificio del Torchio ad uso comunitario e di proprietà dell' ”Opera Pia”; dall'altro lato, dopo uno stretto e malagevole viottolo, detto “Carrettino”, la bella casa dell'Avv. Brivio, con ampio muro di cinta verso la piazza stessa e la via principale.
Di fronte, all'angolo ovest, v'era il forno comunale, ormai in rovina, il pozzo comunale all'angolo e quindi varie costruzioni fatiscenti già in uso per botteghe e di proprietà Verzotti, che ad una ad una dal 1765 vennero acquisite per ricavarne i primi locali comunali.
Questi ultimi furono dopo varie rielaborazioni sommarie ceduti nel 1868, quando l'Amministrazione Comunale aveva già acquisito la casa dell'Avv. Brivio per collocarvi le scuole e la casa dell'Avv. Bisetti per il Comune.
Dopo la costruzione delle scuole nuove, terminati nel 1921, l'edificio fu posto in vendita, allargata la Piazza, Via Cobianchi e Vicolo Giordano con l'arretramento dei muri del giardino.
Via Roma
VIA E CASA VESCOVILE
Grande caseggiato posto nella parte più alta del quartiere dell'attuale Via Roma, di origine settecentesca ma ristrutturato nel primo ottocento, fu luogo di riposo estivo per alcuni Vescovi novaresi.
All'interno presentava, verso la facciata, un vasto corridoio-passeggiata sul quale si aprivano, attraverso porte ben modellate, varie stanze con pregevoli affreschi a motivi floreali. Sul lato di levante il complesso terminava con una vasta Cappella Nobiliare con affreschi di buona fattura, tra i quali una “Madonna orante”, staccato quest'ultimo ed asportato negli anni '40 del passato secolo.
Sul lato opposto, comunicante con la strada, notiamo la rimessa per la carrozza, la scuderia e la scala con sovrastante “belvedere” svettante sui tetti.
Ultimo Vescovo novarese ad abitare l'edificio fu Monsignor Gentile, al tempo in cui si verificarono in Paese forti reazioni anticlericali con manifestazioni di ostilità.
Via Cobianchi
“ CONTRADA PRINCIPALE”
(Via Cesare Cobianchi dal 1882)
Si formò al piede della parte alta sulla quale sorgeva il Paese e circondata da caseggiati e muri di confine per antichi orti, così che la si rese angusta.
Anche il suo andamento altimetrico era diverso dall'attuale, quindi nel corso degli anni subì vari ritocchi e migliorie. Pure sulla sua larghezza si intervenne, con rimozione e spostamento di muri ed abbattimento di edifici, così da renderla quasi come ora la vediamo.
Era selciata coi sassi “della Strona” ed aveva il fosso per lo scolo dell'acqua al centro (pure selciato). Le acque meteoriche convergevano tutte alla Piazza della Chiesa, che era molto più bassa ed infine dirette nella valletta a Sud, con fossato che scorreva sotto l'attuale arco visibile all'angolo basso.
Nel 1850 vennero abbassati i livelli del selciato verso il fondo paese, nel 1852 quelli del tratto opposto e posati i primi 69 metri di “rotaie” in granito, incanalando le acque e collocando i chiusini centrali. Nel 1853 furono posati altri 400 metri di “rotaie in granito” ed altri chiusini centrali.
Nel 1851 era stato allargato parte del tronco centrale con rettifica di muri di sostegno di orti ed anche il livello della piazza rialzato sensibilmente.
Nel 1882 la Via fu intitolata a Cesare Cobianchi, così come la piazza della Chiesa nel 1921 lo fu a Vittore Cobianchi.
EDIFICIO COMUNALE AD INIZIO VIA COBIANCHI
Tale fabbricato fu acquisito con atto del 7 Giugno 1867 dal Sindaco Del Boca Isidoro all'Avv. Paolo Bisetti (domiciliato in Bergamo).
Già nel 1874 ebbe a subire importanti lavori di adattamento per essere trasformato in “Municipio” e si creò all'ultimo piano anche l'abitazione del Medico Condotto.
Lavori e successivi interventi di adattamento continuarono nel 1907 ed anche negli anni: 1930, '33 e '36.
Infine, dopo la costruzione nel 1966 dell'attuale edificio comunale fu abbattuto per eliminare il disagevole restringimento della strada ed unire così Piazza IV Novembre a Piazza Matteotti.
PIAZZA IV NOVEMBRE
Dopo la modifica della casa acquisita per il Nuovo Comune, si intervenne anche ad allargare Via Cobianchi, dopo la strettoia a fianco dell'edificio.
Furono acquisiti i terreni privati necessari ed uniti a quello allora già di proprietà comunale confinante con la proprietà Farè. Venne cosi' ricavata una Piazzetta che dopo la fine della guerra 1915-1918, in occasione della posa del monumento ai caduti sulla facciata laterale del Municipio, fu denominata “Piazza IV Novembre”. |
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